...probabilmente il più perfetto esempio dell'arte di produrre un effetto grandioso operando su piccole dimensioni, perfino in Italia, dove piccoli ed irregolari appezzamenti di terreno sono stati così spesso utilizzati con meravigliosa ingegnosità... perchè essa riassume in uno spazio sorprendentemente ristretto, senza però alcun senso di sovraffollamento, quasi tutte le migliori caratteristiche dell'antico giardino italiano: libera circolazione d'aria e di sole tutt'intorno alla casa; abbondanza d'acqua; facile accesso a zone densamente ombreggiate; passeggiate riparate con differenti panorami; una varietà di effetti prodotti dall'ingegnoso uso di dislivelli; e infine, gran respiro e semplicità di composizione.
Edith Wharton, Ville italiane e loro giardini, trad. italiana dell'edizione inglese, London 1903 (Firenze: Passagli, 1983), pp. 33 e 37.
Oggi... il giardino deve darci l'impressione che la casa si estenda all'aria aperta, e i suoi diversi aspetti devono celarsi l'uno all'altro in modo che passeggiandovi si venga colti da una serie varia di impressioni più che da un sol colpo d'occhio... Il miglior esempio di questa disposizione l'abbiamo… alla Villa Gamberaia... dopo aver passeggiato in quel giardino, relativamente piccolo di area, ci si allontana con l'impressione d'aver scorso più tempo e d'aver scoperto più orizzonti di quel che in realtà sia stato.
Cecil Pinsent, (Giardini moderni all'italiana. "Il giardino fiorito", Giugno 1931), p.69.
In nessun altro luogo della mia memoria liquido e solido sono stati mescolati con altrettanta raffinatezza in una dimensione che è umana e tuttavia grandiosa senza pomposità. . . . Si resta con un'impressione duratura di serenità, dignità e beato riposo.
Harold Acton, Ville toscane. (Milano: Mondadori, 1984; prima edizione, inglese, London 1973), p. 151.
4 marzo 1948
Sono andato a piedi alla Villa Gamberaia. L'ho trovata trascurata, negletta, l'erba alta, non falciata, i rami degli alberi stroncati che sembrano elefanti dalla proboscide rotta... Eppure il posto serba sempre la sua attrattiva, ispira ancora nostalgia, ispira sogni, dolci sogni. La sua bellezza è tanta, nonostante lo stato di decadimento, che si rimane assorti a guardarla, a contemplarla. La terrazza, le vasche, la grande abside di cipressi tagliati, il prato fra le siepi che da lontano sembra una barca navigante nello spazio e la veduta sul paesaggio pacifico delle montagne chiantigiane e più lontano, dietro alle cupole e alle torri, le vette nevose degli Appennini, l'Arno che riluce giù nella pianura.
5 marzo 1948
Cinquant'anni fa avevo cominciato a frequentare quel paradiso che apparteneva allora a una signora rumena narcisistica che viveva misteriosamente, innamorata forse di se stessa e certamente della propria creazione: il giardino della Gamberaia… la Gamberaia è rimasta per me, fino agli anni dieci di questo secolo, uno dei fari, una delle soste magiche nella vita.
Bernard Berenson, Tramonto e crepuscolo - ultimi diari 1947-1958, (Milano: Feltrinelli, 1966) p.54-55
Villa Gamberaia
Via del Rossellino, 72
50135 Settignano - FIRENZE
Tel: +39 055697205 - +39 055697090
Fax : +39 055697090
E-mail: villagam@tin.it
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